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INTRODUZIONE

Dal 1° gennaio 2012 l’agevolazione è stata resa permanente dal  decreto legge n. 201/2011 e inserita tra gli oneri detraibili dall’Irpef.

 La detrazione è pari al 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo  delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare. 

Tuttavia, per le spese effettuate dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, il decreto  legge n. 83/2012 ha elevato al 50% la misura della detrazione e a 96.000 euro l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio.

Questi maggiori benefici sono poi stati prorogati più volte da provvedimenti  successivi. Da ultimo, la legge di stabilità 2015 (legge n. 190 del 23 dicembre 2014) ha prorogato al 31 dicembre 2015 la possibilità di usufruire della maggiore
detrazione Irpef (50%), confermando il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.

Dal 1° gennaio 2016 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il  limite di 48.000 euro per unità immobiliare. 

 

 

Chi può fruire della detrazione

Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel
territorio dello Stato. 
L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di  diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne  sostengono le relative spese:

Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore  dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese e siano a lui intestati  bonifici e fatture.
In questo caso, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le  abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare  che usufruisce della detrazione.

 

Inoltre, con circolare n. 20/2011 l’Agenzia delle Entrate ha precisato che nel caso in  cui la fattura e il bonifico siano intestati a un solo comproprietario ma le spese di  ristrutturazione siano state sostenute da entrambi, la detrazione spetta anche al  soggetto che non risulti indicato nei predetti documenti, a condizione che nella  fattura sia annotata la percentuale di spesa da quest’ultimo sostenuta. 

 

 

 

 Per quali lavori spettano le agevolazioni  .

 I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta  l’agevolazione fiscale sono i seguenti.


A. Gli interventi indicati alle lett. a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia). Si tratta degli interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria,
restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali. Gli interventi di manutenzione ordinaria (vedi l’apposito paragrafo) sono quindi ammessi all’agevolazione solo se riguardano parti comuni di edifici residenziali.

B. Quelli elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001. In particolare, la detrazione riguarda le spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, per le opere di restauro e risanamento conservativo, per i lavori di
ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.

 

 C. Gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato  a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie  indicate nelle precedenti lettere A e B e a condizione che sia stato dichiarato lo stato  di emergenza (per questi interventi la detrazione è stata introdotta dal Dl n. 201/2011).

D. Gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali,  anche a proprietà comune. 

E. I lavori finalizzati   

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